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Essi vivono

Essi vivono

“Ci rendono schiavi delle forze oscure della materia corporale e con la vanità, l’ansia e l’indolenza ci anestetizzano la mente. Queste manipolazioni sulla psiche sono state identificate 8 mesi fa da un ristretto numero di scienziati…I quali scoprirono incidentalmente che questi segnali provenivano da (…). La nostra natura umana si è lasciata sopraffare dalle istituzioni esistenti, crediamo di essere ricchi invece siamo precipitati nell’abisso dell’aridità e della miseria, privandoci di ogni aspirazione espressione e valore umano. Questi artifici ci mantengono in uno stato di banalità elevata impedendoci di vedere la degradazione con la quale abbiamo schiacciato il mistero di Dio che è in noi, e se continueremo a vegetare nella vigliaccheria nella cecità e nel mutismo sarà la fine. Si sono impadroniti della Terra e ci manovreranno indisturbati finchè non li scopriremo e quando ci avranno annientati useranno la melma della nostra materia per concimare i loro giardini.”

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5 gennaio 2014 · 23:27

Sviluppo economico in 50 anni

Vi riporto questo filmato della serie TED in cui Hans Roslings descriveva lo sviluppo economico degli ultimi cinquant’anni come se fosse una sorta di sfida fra le nazioni o i gruppi di nazioni. Il tutto è condito da un paio di incredibili grafici animati, su cui dovrò studiare un bel pò, almeno per capire quale sia il software che li ha generati e come procurarne una versione analoga FLOSS.

Molti preconcetti che abbiamo sempre tenuto come caposaldi della nostra visione del pianeta Terra potrebbero dover essere notevolmente rivisti.

Se avete voglia di visionare altri grafici dello stesso tipo vi consiglio di navigare verso gapminder.org.

Fonte: Strategie evolutive

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Alla ricerca di un possibile futuro

Siamo sempre spinti alla ricerca di un possibile futuro. Ciò è confermato da quello che compriamo, che guardiamo, che ci interessa. Il caso vuole, infatti, che facciamo di tutto per programmarci un possibile domani in un’età che è quella dell’incertezza. Se compriamo romanzi, riviste e film che parlano di fantascienza, di olocausto nucleare, di robot, spazio e cyborg c’è un motivo incoscio.

La nostra natura più bassa, il nostro Id, ci spinge verso la conoscenza, ma non per voglia di sapere fine a se stessa o elevamento culturale. Per paura. La paura ci governa e ci guida, ci impedisce tramite l’istinto di cadere nelle trappole che il destino ci ha teso e lo fa con arguzia da millenni. L’uomo evolve e cerca risposte a domande incomprensibili che trattano quasi sempre del suo essere e del suo avvenire. La nostra paura più grande non a caso è la fine di tutto sancita dalla morte.

In questo scenario ecco apparire i film e i romanzi catastrofici. Basti vedere “Io sono Leggenda” uscito nel 2007 oppure la prossima produzione di “Terminator 4”. Adesso si progetta anche una trilogia fantascietifica con protagonista John Connor, il salvatore del mondo dopo l’avvento dell’olocausto nucleare ad opera dell’intelligenza artificiale nata sulla rete di Skynet.  Il protagonista sarà Christian Bale, già primo attore in “Batman Begins” ed “Equilibrium”. Uscirà a maggio del 2009, per chi fosse interessato.

 Terminator Salvation

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Il ruolo della donna – Qui 2008

Si parla tanto del ruolo della donna. Si cerca sempre più di renderla protagonista del nostro secolo, operazione per la verità iniziata già molti anni or sono. Ebbene, oggi possiamo dire che la donna è diventata un simbolo di efficienza e di coraggio come mai prima d’ora. Tutto questo sessismo per l’affermazione di un ruolo e uno spazio nella società ha di certo prodotto i suoi frutti, anche se a discapito di un sentire comune del maschio che si è notevolmente indebolito. L’uomo viene sempre più sopraffatto proprio per il suo antichissimo “retaggio”.

Donna manager

Mi è capitato ieri di assistere, ad esempio, ad una accesa discussione tra una donna, molto forte e virile e di certo non avvenente, e un uomo per giunta più grande e con più charme. L’uomo ha perso miseramente. Non ha detto nulla e ha accettato dei rimbecchi molto iniqui e ingiusti, frutto anche di una schermatura creata nei secoli che impone all’uomo una certa cavalleria verso la donna. Alla fine un signore che assisteva ha commentato: «è davvero strano. Una volta era la donna a dover arrossire, oggi è l’uomo. Guardate com’è rosso in viso», indicando l’uomo sempre zitto.

I tempi cambiano e con essi le mode e i costumi. Ci affidiamo alle donne per caricarle con compiti impossibili, missioni suicide. Basti pensare a quello che tocca alla Finocchiaro in Sicilia, di certo donna forte e verace (in verità mi ricorda molto una mia professoressa), oppure alla Santanché come già esplicato ampiamente nel post precedente.  Ma siamo davvero così sicuri che tutto ciò non produca in un certo senso delle storture?

Io critico il voler posizionare il sesso ormai non più tanto debole in ruoli forzati e caricaturali. Storpiare la natura umana è qualcosa che ha sempre trascinato molti in operazioni per lo meno bizzarre.

Sarebbe meglio lasciare che le cose siano equilibrate e non voler a tutti i costi far diventare la donna una specie di uomo in gonnella.

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Nel paese di Cesare Beccaria

Partendo da uno spunto di riflessione proposto su Carta Straccia, ho deciso di sottolineare quella che è la mia idea sulle condanne e sulla giustizia. Inizio con il puntellare il discorso sul fulcro del garantismo:

«ogni persona è innocente fino a prova contraria.»

Prigione

Se viviamo in uno stato di diritto è giusto che le leggi vengano rispettate e condivise da tutti i cittadini ed è sacrosanto che i nostri rappresentanti al Parlamento della Repubblica siano persone onorevoli, visto che si sono fregiati di tale aggettivo sostantivizzato. Il cittadino dovrebbe poter scegliere in coscienza chi realmente è degno di essere il suo rappresentante alla massima istituzione democratica. L’iniziativa del comico genovese tanto noto ai più ormai da qualche mese è cosa degna di nota nella sostanza ma non nella forma. L’insulto gratuito non si confà ad una discussione politica civile sulla convenienza di candidare delle persone condannate definitivamente e quindi ritenute colpevoli di un qualche delitto da un tribunale. Tutto ciò, è bene dirlo, si deve però configurare nella situazione attuale; cioè quella che vede il cittadino impossibilitato a scegliere la persona da deputare. Continua a leggere

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Fenomenologia del qualunquismo

Si può seriamente pensare che il comico Beppe Grillo risolverà i problemi dell’Italia dal suo blog? Ci vuole davvero un comico per smuovere le coscienze politiche della gente? Io mi chiedo se chi si avvicina a lui e lo segue come leader di un partito virtuale o civico può sentirsi a tutti gli effetti rappresentato ed essere orgoglioso del fatto che ci sia voluto proprio lui per spingerlo all’impegno sociale. Magari ci si dimentica che nella nostra storia ci sono state persone come Cavour, Mazzini, Giolitti, De Gasperi, ecc.
La lista è lunga ma nessuno se lo ricorda davvero perché bisogna far spettacolo e dire le cose in maniera da far ridere o piangere per interessare davvero la gente.

Lavaggio del cervello
Spot e slogan martellanti

Se uno davvero vuol cambiare le cose si impegna politicamente in prima persona o vota almeno in maniera da costruire un cambiamento della situazione, se la situazione non gli piace. Partecipando attivamente alla politica nazionale o locale si può benissimo essere una bandiera di cambiamento col proprio operato, anche in un partito del 30 o 40%. Bisogna svegliare il torpore mentale in cui ci si ritrova per ozio o pigrizia e dire le cose che si pensano facendo valere le proprie opinioni. Questo non deve per forza avvenire in maniera semplice e con un vaffanculo ma potrebbe anche richiedere un grande sforzo personale.

Con questo non dico che Grillo non dica sempre delle cose giuste. Il fatto è che si procede verso una deriva qualunquista che porta a dire:

«Qualunque cosa fa schifo. Qualunque persona che cerchi di sistemare tal cosa fa schifo. Qualunque politico fa schifo. Qualunque qualunque è qualunque in qualche modo.»

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L’istrionismo di Silvana Grasso, assessore alla Cultura di Catania

Molti pensano che la Grasso sia una squilibrata. Ecco perché io non la vedo così, anzi al contrario.

Tutte le uscite della Grasso sono seguite dalla Stampa e dal pubblico, merito indiscusso del suo fare istrionico e particolarissimo e della sua abilità nel recitare. Si vede facilmente, infatti, che l’assessore alla Cultura e alle Belle Arti utilizza ogni mezzo, usuale ed inusuale, per attrarre il pubblico e la cittadinanza ad interessarsi ai problemi che altrimenti languirebbero dimenticati tra le scartoffie comunali di un assessorato che conta migliaia di opere d’arte, a volte anche trafugate o indebitamente vendute.

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