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L’ingegneria

L’Ingegneria non è una materia esatta come la Matematica; quindi è importante e necessario usare l’approssimazione in quasi tutti i problemi. Il fatto cruciale è conoscere i modelli giusti e usare delle approssimazioni valide nella risoluzione dei problemi.

Smorzamento

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Sviluppo economico in 50 anni

Vi riporto questo filmato della serie TED in cui Hans Roslings descriveva lo sviluppo economico degli ultimi cinquant’anni come se fosse una sorta di sfida fra le nazioni o i gruppi di nazioni. Il tutto è condito da un paio di incredibili grafici animati, su cui dovrò studiare un bel pò, almeno per capire quale sia il software che li ha generati e come procurarne una versione analoga FLOSS.

Molti preconcetti che abbiamo sempre tenuto come caposaldi della nostra visione del pianeta Terra potrebbero dover essere notevolmente rivisti.

Se avete voglia di visionare altri grafici dello stesso tipo vi consiglio di navigare verso gapminder.org.

Fonte: Strategie evolutive

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Effimeri come il vapore

Ho letto con partecipazione di un messaggio in cui si faceva riferimento ad un’immagine retorica che ci paragona al vapore. Siamo simili al vapore in quanto visibili e distinti solo per un certo lasso di tempo. Poi tendiamo a scomparire mischiandoci con il resto dell’Universo. Quest’immagine mentale che esprime la nostra transizione mi ha colpito.

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Moderno, vivo e vero

Gli Italiani hanno inventato tutto ciò che è moderno, vivo e vero. Non ci credete? Ascoltate Benigni che qualcosa in tal senso l’ha capita.

Non mi son piaciuti i titoli di testa e di coda del video, ma se siete persone viventi insieme a me lascerete correre spero.

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Alla ricerca di un possibile futuro

Siamo sempre spinti alla ricerca di un possibile futuro. Ciò è confermato da quello che compriamo, che guardiamo, che ci interessa. Il caso vuole, infatti, che facciamo di tutto per programmarci un possibile domani in un’età che è quella dell’incertezza. Se compriamo romanzi, riviste e film che parlano di fantascienza, di olocausto nucleare, di robot, spazio e cyborg c’è un motivo incoscio.

La nostra natura più bassa, il nostro Id, ci spinge verso la conoscenza, ma non per voglia di sapere fine a se stessa o elevamento culturale. Per paura. La paura ci governa e ci guida, ci impedisce tramite l’istinto di cadere nelle trappole che il destino ci ha teso e lo fa con arguzia da millenni. L’uomo evolve e cerca risposte a domande incomprensibili che trattano quasi sempre del suo essere e del suo avvenire. La nostra paura più grande non a caso è la fine di tutto sancita dalla morte.

In questo scenario ecco apparire i film e i romanzi catastrofici. Basti vedere “Io sono Leggenda” uscito nel 2007 oppure la prossima produzione di “Terminator 4”. Adesso si progetta anche una trilogia fantascietifica con protagonista John Connor, il salvatore del mondo dopo l’avvento dell’olocausto nucleare ad opera dell’intelligenza artificiale nata sulla rete di Skynet.  Il protagonista sarà Christian Bale, già primo attore in “Batman Begins” ed “Equilibrium”. Uscirà a maggio del 2009, per chi fosse interessato.

 Terminator Salvation

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La filosofia è anche pensiero matematico

Mi sono imbattuto in questo bel testo teatrale, almeno credo che lo sia, di Ascanio Celestini sullo sciopero dei filosofi. Una lettura non gli si dovrebbe negare perché è davvero bello e veloce da leggere. Fidatevi. 🙂

«“Signor presidente”, dice il segretario, “oggi comincia lo sciopero dei filosofi”.

All’inizio nessuno se ne accorge. Come se scioperassero le pulci sui cani o le carie nella bocca. Poi i filosofi incrociano le braccia davanti ai libri nelle biblioteche, nelle scuole e nelle università. Scioperano davanti al pensiero. Senza i filosofi non si può pensare. Gli operai di Torino al funerale dei loro compagni non riescono a capire. Se ne vanno dai filosofi, da Carlo Marx, gli chiedono: “Perché ’sti cinque so’ morti? Perché lavoriamo otto ore al giorno e non bastano e ce ne vogliono altre quattro per portare a casa lo stipendio?”. Marx gli potrebbe dire che c’è stato un tempo in cui il lavoratore se ne andava al bosco che era di tutti, a prendere un pezzo di legno che diventava il suo, per lavorarlo con gli strumenti che erano suoi, per farci una sedia che era la sua, per venderla a un prezzo che faceva lui ed era un prezzo giusto. Adesso l’operaio va in una fabbrica che non è la sua, lavora con macchine che non può comprare, costruisce qualcosa che non gli appartiene e spesso non sa manco cos’è. “Questa è l’alienazione”, gli direbbe Marx. Che non è una specie di tristezza come nei film degli anni sessanta, ma un trucco del mercato per arricchire i padroni. Gli direbbe che il loro presidente del consiglio era il presidente dell’Iri ai tempi in cui la Thyssen Krupp è venuta a fare la spesa in Italia, ai tempi in cui il governo si svendeva le fabbriche. Che si sono comprati la loro acciaieria per chiuderla, come il proprietario di una macelleria compra la macelleria di fronte alla sua solo per azzerare la concorrenza. Ma non glielo dice perché oggi è il giorno in cui scioperano i filosofi.

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La Libertà guida il popolo

Ascoltare

«Se la libertà vuol dire veramente qualcosa, significa il diritto di dire alla gente quello che la gente non vuol sentire.»

George Orwell

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