Archivi del mese: gennaio 2009

Letture invernali

Dopo aver finito “Le sei pietre sacre” di Matthew Reilly, come mi ero ripromesso di fare tempo fa, ho iniziato a leggere “L’ombra del templare” di Masot Núria non riuscendo nemmeno ad arrivare a metà libro. Proprio non riuscivo ad andare avanti per colpa dello stile narrativo di questa scrittrice di cui non voglio più sentir parola.

Devo dire che il libro di Reilly, che si riallaccia alla storia narrata ne “Le sette prove”, è stato avvincente e bello da leggere. Il libro, però, al contrario del precedente, non è autoconclusivo e lascia il lettore in sospeso in attesa della traduzione italiana del suo prossimo romanzo “The Five Greatest Warriors”:

Well, I’ve finished the first draft of the sequel to The Six Sacred Stones and to put it mildly, it’s bigger than big.

It’s called The Five Greatest Warriors and in it, after successfully finding two Vertices in The Six Sacred Stones, Jack West and his team go after all four of the last four Vertices, and let me tell you, those last four Vertices are pretty huge.

Here’s a short summary of The Five Greatest Warriors that my agents will be distributing at the Frankfurt Book Fair later in October (hey, in this age of the Internet, someone will put it online, so I might as well share it with the people who matter most, you the fans!).

Fonte: http://www.matthewreilly.com/reillyblog/08-10.htm

Attendendo l’uscita del sequel ho iniziato a leggere “Saltatempo” di Stefano Benni:

Saltatempo di Stefano BenniAnticipare il tempo e poter sapere quello che accadrà nel futuro non è da tutti. Eppure un ragazzino un po’ strano, figlio di un falegname comunista zoppo di tagliola, che vive in un piccolo paese dell’Italia degli anni Cinquanta, riceve questo dono prezioso nientemeno che da un dio. A partire da quel giorno non sarà più Lupetto ma Saltatempo e la sua vita cambierà per sempre.
Attorno a questa curiosa e originale invenzione letteraria, Stefano Benni costruisce il suo libro, fitto di avvenimenti, ricordi e personaggi. Romanzo di formazione in cui le vicende personali del protagonista si intrecciano a quelle di un paese e di una nazione, Saltatempo è una storia poetica, raccontata con irresistibile umorismo e nello stesso tempo una singolarissima storia della società italiana. Perennemente in bilico tra presente, passato e futuro, la narrazione spazia abilmente tra ricordi e prospettive: dalla guerra partigiana al Sessantotto, dalla nascita della televisione al tempo del rock. Mentre Lupetto-Saltatempo assapora le vari tappe della vita, passando dal primo amore al primo amico perduto, si scorgono sullo sfondo l’Italia che cambia, i paesi che perdono la loro identità in seguito alle speculazioni edilizie, gli scempi urbanistici che si moltiplicano, l’avidità dei nuovi padroni che prospera. E se sul piano della fantasia lo sguardo di Benni si muove con ironia e disincanto, creando personaggi e fatti surreali, le sue parole non potrebbero levare un monito più realistico e accorato di fronte alla trasformazione del mondo di oggi e al consumismo imperante.

Devo dire che non mi sembra per niente all’altezza di Terra, ma si può sempre leggere credo. Intanto vorrei procurarmi i libri di Clarke (di cui a malapena conoscevo l’esistenza) sull‘Odissea nello spazio.

Vediamo come va, che vi posso dire…

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