Fenomenologia del qualunquismo

Si può seriamente pensare che il comico Beppe Grillo risolverà i problemi dell’Italia dal suo blog? Ci vuole davvero un comico per smuovere le coscienze politiche della gente? Io mi chiedo se chi si avvicina a lui e lo segue come leader di un partito virtuale o civico può sentirsi a tutti gli effetti rappresentato ed essere orgoglioso del fatto che ci sia voluto proprio lui per spingerlo all’impegno sociale. Magari ci si dimentica che nella nostra storia ci sono state persone come Cavour, Mazzini, Giolitti, De Gasperi, ecc.
La lista è lunga ma nessuno se lo ricorda davvero perché bisogna far spettacolo e dire le cose in maniera da far ridere o piangere per interessare davvero la gente.

Lavaggio del cervello
Spot e slogan martellanti

Se uno davvero vuol cambiare le cose si impegna politicamente in prima persona o vota almeno in maniera da costruire un cambiamento della situazione, se la situazione non gli piace. Partecipando attivamente alla politica nazionale o locale si può benissimo essere una bandiera di cambiamento col proprio operato, anche in un partito del 30 o 40%. Bisogna svegliare il torpore mentale in cui ci si ritrova per ozio o pigrizia e dire le cose che si pensano facendo valere le proprie opinioni. Questo non deve per forza avvenire in maniera semplice e con un vaffanculo ma potrebbe anche richiedere un grande sforzo personale.

Con questo non dico che Grillo non dica sempre delle cose giuste. Il fatto è che si procede verso una deriva qualunquista che porta a dire:

«Qualunque cosa fa schifo. Qualunque persona che cerchi di sistemare tal cosa fa schifo. Qualunque politico fa schifo. Qualunque qualunque è qualunque in qualche modo.»

Capite bene che se uno dice che ci sono vigili che oziano e al posto di far multe prendono il caffè al bar o chiaccherano con gli amici un altro potrebbe subito affermare che tutti i vigili sono fannullani che rubano il salario. La deriva qualunquista è assai pericolosa e ci porta allo stallo totale. Immaginate una città senza vigili e senza una sola multa. Gli automobilisti parcheggerebbero in dodicesima fila e si farebbero a 300 km/h la corsia preferenziale investendo i passanti. Chi vorrebbe fare il vigile in un paese che li considera una casta (parola ormai abusata) inferiore? Se tutti dicono che i politici sono ladri e corrotti chi si metterebbe seriamente a fare il politico se non un ladro? Tutti siamo buoni a criticare e io sono il primo, è un mio difetto o meglio eccesso. La mia professoressa d’italiano diceva che uno studente preparato non deve conoscere Dante a memoria ma saper essere critico; ecco allora come giudicare la vera maturità.

Le persone tendono ormai a credere solo al messaggio. Tutto ormai è marketing. Non si vende solo un prodotto ma anche un’idea o una convenienza politica. Sento spesso parlare la gente come se conoscesse tutti i politici e leggesse montagne di libri sull’argomento, quando le statistiche dimostrano che i programmi più seguiti sono quelli di intrattenimento e i reality e gli italiani non leggono affatto. Suvvia, siate critici con voi stessi prima di attaccare tutto a spada tratta solo perché Beppe Grillo o qualcun altro dice che tal cosa è buona e giusta e talaltra è orribile e criminosa.

L’individuo deve concepire con la sua piccola testolina un pensiero originale e critico. Non sempre ci si può far trainare dal carro del vincente, non sempre per amor di egoistico pudore. Vedo molti giovani delusi dalle rivoluzioni sessantottine di cui possono ormai vedere solo gli effetti o leggerne sui libri, sempre pochi, discostarsi dalle politiche progressiste per andare verso quelle qualunquiste e distruzioniste. Il Sistema, termine caro alla sporca e degradata Napoli (ahimè), è immodificabile e staticamente saldo su un eterno ritorno hegeliano. Nulla lo turba e nessuna forza può controbbattere la sua inerzia, allora cerchiamo solo di abbatterlo e abbattiamoci, il senso che preferite va comunque bene.

Un continuo lavaggio del cervello


Perché?

Perché la classe di ricambio ormai è ammortizzata e inebetita da una comunicazione martellante infarcita di slogan come «Vaffanculo a tutto e a tutti!». Smettiamola di piangerci addosso e mettiamoci al lavoro. Documentiamoci, leggiamo, scriviamo e parliamo, ma con la nostra testolina. Un illusionista ottico inglese amava intercalare spesso con «your wonderful brain…» ti ha fatto sbagliare o vedere quello che in realtà non esiste. Alleniamoci allora a vedere ciò che davvero c’è e non quello che ci viene servito su un piatto d’argento, altrimenti potremmo presto ritrovarci come lo Smith orwelliano che alla fine si convince di amare il grande fratello (se vi viene in mente Canale 5 e il reality provate a inspirare profondamente dalla cannella del gas, è fighissimo).


La comunicazione politica è già basata su marketing virale

Affidarsi ad un comico o un attore per scegliere come far governare una nazione vi sembra davvero qualcosa che può avere un fondamento logico? Siamo così abituati alla pubblicità che non vediamo più dove essa cominci e dove finisca. Se tutta la rete dice che Chuck Norris facendo flessioni sposta la Terra e non il suo corpo allora è giusto quasi crederci. In fondo la massa ci ride su, perché non metterlo in una campagna elettorale dell’uomo che potenzialmente sarà il più potente del pianeta? Se Grillo in Italia dice che si può campare con la differenziata perché non abolire la logica e pensare che in un giorno, con l’aiuto di GreenPeace, si possa risolvere il problema di Napoli e del pianeta intero? Facendo un rapido ragionamento di logica c’è un passaggio che ci porta a dire che ciò è irrealizzabile se non a lunghissimo termine. Intanto i rifiuti stanno sulla strada o peggio nelle nostre tavole. Le nanopolveri degli inceneritori sono cancerogene, è certo. Ma evitare di farli non dà soluzione, sposta solo il problema e ci fa stare sotto la mondezza. Dove la mettiamo? La diamo a Chuck Norris? Ci vogliono campagne basate sulla realtà e non sulla battuta, sullo slogan o peggio sull’insulto. Bisogna smaltire intanto i rifiuti e nel frattempo organizzare il riciclo (un’idea potrebbe essere questa).

Adesso se vi siete convinti che non andare a votare è qualcosa di molto intelligente siete affetti da una sindrome di demenza acuta. La democrazia, che è costata anche milioni di vite umane, è una conquista ed è la più alta espressione del popolo. Chi non va a votare credendo di fare atto critico non ha capito molto bene come funziona la democrazia a quanto pare. Se non voti sprechi una delle poche risorse che hai per scegliere davvero il futuro tuo e di una nazione. Ci sarà pur sempre qualcuno di cui ti fidi personalmente che puoi votare. Se non c’è entra tu in politica partendo dal tuo comune o quartiere. Non aspettare che il cielo faccia per te ciò che tu non hai voglia di fare; potrebbe piovere.

Pioggia

Io non capisco cosa vorrebbe far Grillo al posto degli inceneritori. Vorrebbe fare in un attimo la riciclata al 90%? Dove diavolo le ammasseremo le 5 tonnellate di immondizia prodotte al minuto a Napoli?
Mi pare che in effetti la demagogia non porti a soluzioni reali. Si crede davvero che sia possibile campare di energie rinnovabili quando lo stesso Rubbia, solo un premio Nobel che ha passato la vita a studiare, dice che non ci si può sostentare col solare e l’eolico e basta? Ci vogliono gli inceneritori come ci vogliono le centrali nucleari. Noi compriamo l’energia prodotta in Europa proprio con questi metodi, è inutile continuare a fare i ciechi e i sordi per cercare di fermare quello che è stato il progresso tecnologico degli ultimi decenni.

Le rinnovabili sono cosa utile, è vero; ma sapete che per un investimento di 80000 € in fotovoltaico forse ci si rimediano 2 € in bolletta fra 20 anni?

Qui si vuol dare l’impressione che Grillo sia il bene assoluto e il ricercatore indefesso che studia da una vita i problemi energetici. Grillo è un COMICO genovese. Tutte le vostre speranze le state mettendo in mano ad un comico? Ma cercate una persona che abbia studiato, vicina a voi o nel comprensorio dove abitate e di cui vi fidiate, fatela candidare e votatela. Sappiate però che dopo poco tempo anche lui sarà a tutti gli effetti “un politico di merda schifoso e corrotto che ruba soldi alla povera gente”, anche se non è davvero così. La demagogia e il qualunquismo non risolvono i problemi reali, come non li risolvono le persone che da un palco mandano affanculo altre persone.

Io poi non ho ben capito il discorso delle liste civiche. Ma quante sono? Esistono? Io non ne ho vista una. C’è qui qualche candidato di una lista civica o grillino che mi smentisca? Se ci si affida solo ed esclusivamente alle parole di un comico fra poco ci sarà Bisio ad amministrare la Giustizia, senza nulla togliere a Bisio, per carità di Dio.

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4 commenti

Archiviato in Politica, Riflessioni, Satira, Società, Tempo

4 risposte a “Fenomenologia del qualunquismo

  1. Cassandra ha commentato così questo post:

    *

    Io credo che tu sia una persona qualunquista e superficiale. Probabilmente hai studiato e magari le puttanate che scrivi, le scrivi bene. Il problema dell’Italia è proprio la gente come te, che parla a sproposito di storia e di passato. Parli di qualunquismo e giudichi come qualunquisti senza idee persone che non ti sei neanche mai preso la briga di conoscere. Non essere nè di destra nè di sinistra non significa essere qualunquisti, significa essere lontani eoni-luce dalle classificazioni degli
    pseudo-schieramenti della politica italiana e mondiale. Noi grillini non stiamo neanche al centro. Prodi e Berlusconi sono al centro, noi no!
    Dove siamo? Decidi tu, magari in un’altra dimensione!!! Inoltre siamo composti da tutti gli strati sociali, e, da persone di cultura medio elevata, magari proprio come te che sei una testa di cazzo!!!Leggiamo libri, riviste e giornali e non ci facciamo prendere per il culo dalle notizie menzognere dell’informazione serva: a noi non ci freghi!
    Forse, o santo cielo, diremo delle parolacce, ma non siamo violenti!!! Siamo più pacifici di Gandhi.
    Infine, e, cosa molto importante, noi non dipendiamo dalla figura di Beppe Grillo: non è il nostro leader! Grillo ha la sola funzione di dare voce a noi!Quello che scrive sul blog,se non sono commenti a notizie nazionali, viene da quello che noi gli riportiamo.Lui ha il merito di aver risvegliato coscenze assopite, di aver portato alla luce cose che altri cercavano di tenere nascoste. Lui ci è servito da catalizzatore e tutt’ora ci tiene uniti, ma noi siamo autonomi e indipendenti!
    Se domani si scoprisse che Grillo è un mafioso o che so io, noi prenderemmo immediatamente le distanze, ma continueremmo ad esistere.
    Inoltre noi, non detestiamo i giornali e l’informazione a priori, lì detestiamo come sono oggi. Il giornale dovrebbe essere lo strumento nobile della democrazia. E’ dalla conoscenza che nasce la libertà. Oggi non è così, nè in Italia, nè in nessun paese del mondo!!!

  2. Accusarmi di far di tutta l’erba un fascio è una cosa che merito in un certo senso. Io, com’è ovvio, non posso conoscere tutti i grillini, come non potrei conoscere tutti quelli che vanno ad un concerto rock. Il problema è che non hai colto il senso delle mie parole, che non sono di attacco verso le persone in alcun modo, ognuno è libero di scegliere e di fare ciò che meglio crede. In questo ci credo davvero.

    Io mi muovo su un terreno diverso. Io critico i modi, le idee, le strategie, il messaggio di un gruppo di persone che si identificano nella filosofia di un comico. La differenza è netta e cercherò di dimostrarlo.

    Chi ascolta una canzone che contiene un testo che abbia un certo messaggio sociale o una poesia che, anche allegoricamente, faccia riflettere o emozionare può essere ispirato e in un certo modo diretto verso un’idea che condivide con l’autore. Idem per uno scritto teatrale e una data sceneggiatura.

    Se un regista come Pasolini denunciava un obbrobrio o una stortura non è che le persone si affollassero attorno a lui e gridassero e insultassero. Chi credeva in quel messaggio lo portava nelle viscere e nella testa, lo faceva proprio e lo alimentava con la discussione, con l’informazione e con la cultura. Non si identificava nel regista o nello scrittore, non si definiva pasolino o roba simile.

    Ecco che adesso le cose invece si sono mischiate e i giovani, sentitisi traditi dagli ideali di rinnovamento sessantottino, si riversano nelle piazze spaesati. La guerra è lontana, le colpe e il sangue non ce le sentiamo più addosso come allora. Ecco l’humus di Grillo, il suo terreno di coltura e la ragione del suo incitare all’astensione. Egli vuole delegittimare le istituzioni usando il populismo e lo fa volutamente in maniera generica. Attenzione, lui non si presenta, non usa gli strumenti che la democrazia gli offre saggiamente. Egli vuole un effetto di impatto, di rottura, di rivoluzione e di cambiamento.

    Se voi che lo seguite non sapete fare un’analisi veritiera, come io credo, il merito è della nostra società buonista, acritica ed eguale. Tutti, proprio dopo il ’68, sono ormai considerati uguali. L’uguaglianza non è che si possa applicare sempre e comunque. Il cittadino come entità è uguale di fronte alla legge e allo Stato, ma io sono diverso da un altro. Bisogna risvegliare una cultura e una filosofia ormai sepolta e incancrenita da decenni di chiacchere da salotto. Il problema è che Grillo, da uomo di spettacolo, ha intercettato questo volere sfruttandone il lato basso e incivile.

    L’inciviltà non è solo la violenza, ma è anche l’insulto, come qui tu fai. È un pò come se io venissi a casa tua, sentissi dire una cosa che non condivido e iniziassi a dirti i peggiori improperi. L’offesa non è sintomo di civiltà. La critica, la dialettica, questi sì, lo sono.

    Tu parli di destra e di sinistra e ti mascheri sulla tua non appartenenza. La destra e la sinistra non sono il male della patria, esse rappresentano degli ideali contrapposti, delle idee identitarie, delle filosofie.

    Non si può dire orgogliosi di astenersi dal ragionare, dallo schierarsi, dal partecipare e poi mandare tutti a quel paese. È stupido. È sintomo di una pigrizia enorme nell’intraprendere un confronto sui ragionamenti. Tutti sono bravi a insultare e a criticare tutto il contrario di tutto.

    Ci si trincera dietro la massa e si inizia a inveire senza proporre nulla ma dicendo solo che tutto è marcio. Fare questa “demagogia” è la cosa che riesce meglio a tutti perché non si ragiona sulla soluzione, non si deduce, si fa una mera ricerca analitica degli errori.

    Un problema non si risolve non decidendo. Non prendendo una posizione si cade nel nulla di fatto. Si tenta, al più, la delegittimazione dell’avversario – e qui sono tutti.

    Il problema dell’Italia non è gente come me che parla “a sproposito” non insultando ma adducendo ragionamenti basati sui fatti. Il problema non è dell’Italia, semmai è vostro. Che argomenti portate? Cosa proponete? Quali soluzioni? Solo contrarietà e insulti?

    Grillo non ha la funzione di darvi voce. Grillo impartisce battute e sorrisi amari. Grillo è un comico, mettetevelo in testa e aprite gli occhi di fronte a lui e a voi stessi.

    Se siete convinti che i giornali siano luoghi oscuri dove tutto è mercimonio scrivete le vostre proposte tramite email e lettere. Dite la vostra. Prendete persone che sappiano scrivere e argomentare e fondate una cooperativa giornalistica e un giornale.

    Il giornale è un mezzo e come tale può essere usato da tutti. Prendete esempio da Mazzini al posto di affidarvi a Grillo.

    P.S.
    Grazie per il commento. È cosa molto gradita. Avrei preferito non ricevere insulti ma critiche su basi di fatto.

  3. Grillo adesso afferma di voler partire dalla regione siciliana. Afferma anche di non volersi candidare.

    Scusate ma a me sembra contraddittorio in tutto e per tutto. Prima invita al non voto, poi presenta una lista. Mette in campo una lista con il suo bollino, che sa tanto di frutta e non di politica, e il suo nome e poi non si candida.

    Io pronostico un pò di voti in meno per la Finocchiaro a favore di qualche grillino, al massimo.

    In ogni caso dopo le elezioni si potrà vedere o meno se ci saranno persone deputate.

  4. Ho preso spunto da questo articolo …
    Grazie.

    Qualunquismo , qualunquismo …

    http://www.giosby.it/2009/01/17/berlusconi-vince-con-il-qualunquismo/

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