L’istrionismo di Silvana Grasso, assessore alla Cultura di Catania

Molti pensano che la Grasso sia una squilibrata. Ecco perché io non la vedo così, anzi al contrario.

Tutte le uscite della Grasso sono seguite dalla Stampa e dal pubblico, merito indiscusso del suo fare istrionico e particolarissimo e della sua abilità nel recitare. Si vede facilmente, infatti, che l’assessore alla Cultura e alle Belle Arti utilizza ogni mezzo, usuale ed inusuale, per attrarre il pubblico e la cittadinanza ad interessarsi ai problemi che altrimenti languirebbero dimenticati tra le scartoffie comunali di un assessorato che conta migliaia di opere d’arte, a volte anche trafugate o indebitamente vendute.

Io non sono un difensore della Grasso, ma considero il suo operato (nei fatti e non nelle interviste ad effetto) valido e meritorio. Il problema non risiede nell’assessore ma nel popolo, che scarsamente si interessa di problemi molto importanti, quali la cultura e l’arte. Il riflesso che essi hanno sulla vita e sull’economia è facilmente visibile attraverso una lettura dei dati relativi al turismo del più bel capoluogo di Provincia siciliano (Catania è più bella di Palermo, c’è poco da fare :D).

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