Archivi del mese: aprile 2006

I presidenti della Repubblica Italiana

N. Nome Foto Dal Al Partito
I Enrico De Nicola Enrico De Nicola 29 giugno 1946 11 maggio 1948 Partito Liberale Italiano
II Luigi Einaudi Luigi Einaudi 11 maggio 1948 11 maggio 1955 Partito Liberale Italiano
III Giovanni Gronchi Giovanni Gronchi 11 maggio 1955 11 maggio 1962 Democrazia Cristiana
IV Antonio Segni Antonio Segni 11 maggio 1962 6 dicembre 1964 Democrazia Cristiana
V Giuseppe Saragat Giuseppe Saragat 28 dicembre 1964 24 dicembre 1971 Partito Socialista Democratico Italiano
VI Giovanni Leone Giovanni Leone 24 dicembre 1971 15 giugno 1978 Democrazia Cristiana
VII Alessandro Pertini Alessandro Pertini 8 luglio 1978 23 giugno 1985 Partito Socialista Italiano
VIII Francesco Cossiga https://i1.wp.com/img68.imageshack.us/img68/6070/50pxfrancescocossiga8af.jpg 23 giugno 1985 28 aprile 1992 Democrazia Cristiana
IX Oscar Luigi Scalfaro Oscar Luigi Scalfaro 25 maggio 1992 15 maggio 1999 Democrazia Cristiana
X Carlo Azeglio Ciampi https://i0.wp.com/img68.imageshack.us/img68/2113/50pxcarloazegliociampi6jr.jpg 18 maggio 1999 in carica fino al 18 maggio 2006  
Chi sarà l’undicesimo presidente della Repubblica? La cosa appare ancora molto incerta anche se pare delinearsi la contrapposizione di Massimo D’Alema e Gianni Letta. Su chi scommettereste voi?

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Accadeva oggi

Web serverNel 1993 il CERN (Conseil Européen pour la Recherche Nucléaire) annunciava che il World Wide Web (W3C) sarebbe stato gratis per tutti. Internet non è un’invenzione americana ma europea. Il Web è nato nel 1989 proprio al CERN da un’idea di Tim Berners-Lee che sviluppò anche il primo browser per pagine web in grado di visualizzare delle pagine ipertestuali. A fianco un’immagine del primo web server.

W3C: http://www.w3.org/

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Non si allunga un nome corto

Marini FrancescoScalfaro:

“E’ lecito accorciare un nome lungo, ma non si allunga un nome corto”. Prodi: “Franco non è Francesco, vale l’anagrafe”. Il governo Prodi parte col piede sbagliato e la cosa era nell’aria; anche il probabile futuro presidente del consiglio aveva intuito l’aria che tirava fra le file della maggioranza e tramite il suo fido Santagata aveva fatto annunciare: “Se il Senato non vota Marini ma Andreotti vuol dire che è ingovernabile”, un modo velato di dire se non eleggete Marini si va tutti a casa. Insomma, si prospetta davvero un governo balneare all’insegna dell’instabilità e dei “franceschi tiratori”.

Non mi si venga a raccontare che le preferenze per Francesco Marini fossero degli errori, insieme a quella con Marini e la data di nascita (una firma bell’e buona che serviva ad ammonire la maggioranza traballante), i Senatori della Repubblica non sono né stupidi né tantomeno analfabeti. Non siamo mica all’asilo, finiamola di dire cose che non stanno né in cielo né in terra per difendere questa esigua maggioranza al ramo più alto del parlamento. Strano anche il fatto che tra la prima e la seconda votazione, quella poi rimandata alle 22, alcune schede nulle o bianche siano poi “miracolosamente” passate dalla parte del Franco Marini che tutti sapevano essere il candidato da votare nei ranghi dell’Unione.

MastellaMastella ha avuto il suo bel parlare con Prodi e si dice che la discussione non sia stata delle più serene. Sembra che l’Udeur non sia l’unica formazione politica che aspiri (nella persona di Mastella) ad avere una carica, sia essa istituzionale o di Governo. Pare infatti che il Clemente aspirasse il ministero della Difesa che invece si pronostica alla Bonino. Che rimanga al caro Mastella solo l’istruzione? Lui sembra certo di voler qualcosa e il suo Udeur tiene in scacco il futuro governo come ha dimostrato fin da subito al senato e Prodi questo lo sa bene. L’Udeur potrebbe dare appoggio esterno al governo e questo significherebbe crisi.
Come non parlare anche del solito Oscar Luigi presidente emerito della Repubblica Italiana che, seppur malato, questo stando a ciò che ha affermato poi, ha preferito far ripetere la seconda votazione fra le proteste (legittime) dell’opposizione. Perché non rinviare la votazione all’indomani o farla eseguire alle 20,15 come stabilito? Semplice, voleva favorire il centro-sinistra evitandogli una emorragia di voti da parte di quei senatori che sarebbero stati “adocchiati” dal centro-destra. I senatori della CdL erano pronti a votare alle 20,15 mentre i voti dell’Unione a quell’ora non erano tutti disponibili. Una scena a dir poco comica si è avuta quando ha ammesso di aver sbagliato a leggere una scheda che per l’appunto riportava il nome di un certo Francesco Marini che ai suoi occhi era divenuto Franco. L’uso del Lei al plurale poi è stata la ciliegina sulla torta: “Li prego” diceva il senatore a vita.

PannellaSiamo di fronte ad un’Italia allo sbando e c’è la sinistra che continua a dire che ha la forza per governare e blatera di come si risanerà, farà, risolverà, riunirà… ecc. Che risolvano almeno i loro problemi interni e si mettano seriamente d’accordo. Lo stesso nome della coalizione “Unione” è una farsa. Ma dove diavolo la vedono l’Unione? Hanno notato i Ds che hanno storto il naso quando hanno dovuto votare oggi Bertinotti e di come la Rosa nel Pugno sia piena di spine cariche d’astio? Hanno dato uno sguardo all’età media dei senatori a vita a cui si aggrappano o le loro condizioni di salute?
Sarebbe questa la serietà al governo? Ognuno cerca di tirare acqua al suo mulino e si attacca con mani e co piedi alle sedie che sono l’unica vera cosa che pare interessarli.

Mi chiedo anche dove siano finiti tutti i catastrofisti che presagivano terrore e sventura durante la precedente legislatura; quelli che ad ogni mossa della precedente maggioranza erano pronti a sentenziar disfatta e recessione imminente. Adesso che il petrolio sta arrivando a 80 $ al barile e la recessione è uno spettro concreto e abbiamo una maggioranza colabrodo tutto stranamente tace.

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Correva l’anno 1986

Chernobyl reattore 4Sono passati ormai vent’anni esatti dal disastro nucleare di Chernobyl. Esso ha cambiato la storia del nucleare dando al mondo la visione di un disastro ambientale come mai prima di allora. L’energia nucleare se non ben imbriata può causare dei danni irreparabili al nostro pianeta e gli italiani che votarono il referendum sul nucleare questo lo sapevano bene. Quello che non potevano sapere è che in 20 anni si poteva migliorare a tal punto la tecnologia che sfrutta la reazione di fissione nucleare a tal punto da abbattere i rischi di un ennesimo disastro come quello che avvenne in Ucraina negli anni ’80.

L’impianto era composto da quattro reattori, ognuno in grado di produrre 1 GW di energia elettrica (3.2 gigawatt di energia termica), i quattro reattori, insieme, producevano circa il 10% dell’elettricità ucraina. I reattori erano di tipo RBMK-1000, un reattore a canali, moderato a grafite e refrigerato ad acqua. Una caratteristica di questo reattore è quella di operare a coefficiente di vuoto positivo. Cioè, con l’aumentare della temperatura, la reazione nucleare, anziché moderarsi, aumenta. Tale caratteristica è vietata nei reattori occidentali per motivi di sicurezza. Infatti se manca il liquido refrigerante, il reattore deve essere in grado di spegnersi autonomamente, senza interventi umani o di mezzi meccanici (cosa che avrebbe impedito la catastrofe di Chernobyl). Il fine del reattore era la produzione di elettricità per uso civile e di plutonio ad uso militare. Per aumentare l’efficienza del sistema erano state adottate alcune soluzioni tecniche che ne diminuivano la sicurezza. Innanzitutto la scelta della grafite come moderatore: questa sostanza viene utilizzata per moderare i neutroni e soprattutto per facilitare la produzione di Plutonio-239.

L’incidente fu provocato dalle debolezze del progetto del reattore RBMK 1000 e alla non adeguata preparazione degli addetti all’impianto, dovuta ai progettisti dell’impianto i quali non comunicarono agli operatori i reali rischi che si riscontravano in particolari condizioni di funzionamento del reattore. Tutto avvenne alle ore 1:23 locali del 26 aprile 1986 mentre si verificava se la turbina era in grado di produrre energia per inerzia anche quando il circuito di raffreddamento fosse stato incapace di produrre vapore; per effettuare quella che chiamarono una prova di sicurezza vennero disabilitati i circuiti di emergenza, l’impianto di raffreddamento secondario e poi quello principale. Se al posto del personale che lavorava allora nell’impianto ci fosse stato del personale qualificato per la tipologia di reattore RBMK si sarebbe potuta evitare questa inutile catastrofe. C’è da dire anche che Mosca fu informata delle reali condizioni della centrale troppo tardi per l’assurda convinzione del direttore della centrale V.P. Bryukhanov, il quale aveva esperienza solo di centrali a carbone, che tutto si sarebbe potuto sistemare in poco tempo, prendendo per affidabili le letture del centro di controllo che avevano strumenti con fondoscala molto al di sotto della reale misura della radioattività della zona.

Vi furono gravi inadempienze alle procedure descritte nei manuali operativi dell’impianto da parte degli operatori durante quel tragico esperimento fra cui la rimozione di almeno 204 barre di controllo delle 211 presenti, lasciandone solo 7. Era 15 il numero minimo di barre nel reattore RBMK-1000 in funzione.

Per noi tutto iniziò due giorni dopo, il 28 aprile del 1986, quando alle 17:58 l’ANSA diramò per la prima volta la notizia che, in Scandinavia, erano stati rilevati alti livelli di radioattività. I sistemi di controllo della centrale nucleare di Forsmark, 150 Km a nord di Stoccolma, avevano registrato picchi notevoli di radioattività su uno degli addetti all’impianto. Fu emergenza in quella centrale e furono immediatamente evacuate 600 persone. Solo poco dopo si accorsero che le forti anomalie non provenivano dalla loro centrale. Il responsabile dell’Istituto nazionale di ricerca per la difesa, Ingemar Vintesved, dichiarò alla radio svedese: “Crediamo che provenga dall’Unione Sovietica, forse da una centrale nucleare”. Quasi subito l’ente sovietico per l’energia atomica faceva sapere all’Ambasciata di Svezia a Mosca che non aveva notizia “di incidenti in centrali nucleari sovietiche”. La sera stessa però l’agenzia di stampa sovietica, la Tass, diffuse un comunicato in cui per la prima volta si ammetteva l’incidente: “Il danneggiamento di un reattore ha provocato oggi un incidente nella centrale nucleare di Chernobyl, nella regione di Kiev, in Ukraina. Si sta dando aiuto a coloro che sono stati colpiti”.
Tutto ciò fu semplicemente scandaloso. Si era tentato fino alla fine di nascondere l’incidente e mettere a tacere il tutto pur conoscendo la pericolosità della nube radioattiva che si spostava spinta dai venti nell’atmosfera, inquinando tutto ciò su cui si posava. Questo tipo di comportamento fu comune anche ad altri governi di fronte ad incidenti nucleari come in USA per l’incidente di Three Miles Island (in quel caso lo stabilimento aveva la cupola di contenimento, del tutto assente nei reattori di tipo RBMK) o come in Germania (sempre nel periodo dell’incidente del 26/04/1986) in cui una centrale nucleare nello stesso periodo ebbe un incidente che permise il diffondersi nell’atmosfera di inquinanti radioattivi ma che il governo tedesco non comunicò pensando di mascherarlo con la nube di Chernobyl.

Il nucleare in ItaliaSono passati ormai venti lunghi anni in cui il progresso tecnologico e scientifico ha portato ad un netto miglioramento delle centrali nucleari con sistemi di sicurezza progettati per affrontare incidenti ben più catastrofici di quello dell’86. L’Italia è un paese che dipende dal petrolio, che si prospetta arrivi a quota 100 $ al barile in poco tempo, e dalle centrali nucleari degli stati confinanti come Francia e Slovenia, le quali non sono soggette alle leggi italiane, com’è ovvio, e che quindi non potremo mai bandire con dei referendum popolari. La zona più colpita dal disastro di venti anni fa fu la Bielorussia e non l’Ucraina e ciò dipese anche dai venti e dalla vicinanza della centrale nucleare ai suoi confini, ciò conferma che se anche ci fosse un incidente nucleare in territorio francese l’inquinamento nucleare non si fermerebbe alla dogana italiana. Ci sono ben 13 centrali nucleari poco distanti dai confini italiani e l’Anpa, l’Agenzia Nazionale per la Protezione Ambientale le considera come se fossero sul territorio italiano, mentre la maggior parte degli italiani crede che il territorio italiano non sia minacciabile dagli effetti di un incidente nucleare civile. Qui è possibile visionare la mappa delle centrali nucleari in Europa (realizzata dall’ International Nuclear Safety Center, agenzia del ministero dell’Energia Usa. All’interno della mappa cliccando sui puntini rossi che indicano la dislocazione delle centrali nucleari accederete a informazioni dettagliate sugli impianti stessi). Le centrali che distano meno di 200 Km dai nostri confini sono: Phenix, Tricast, Cruas, Saint-Alban, Bugey e Fessenheim in Francia; Muenleberg, Goesgen, Beznau e Leibstadt in Svizzera; Grundemmingen e Isar in Germania; Krsko in Slovenia.

Un interessante articolo del Corriere della Sera sul nucleare in Europa lo potete trovare a quest’indirizzo: http://www.corriere.it/speciali/nucleare.shtml.

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Correva l’anno 1961

Yuri GagarinErano le 9,07, orario di Mosca, del 12 aprile del 1961quando l’allora maggiore dell’aviazione sovietica Jurij Alekseevič Gagarin (in cirillico Юрий Алексеевич Гагарин) si apprestava a compiere un volo che sarebbe rimasto nella storia. La sua missione consisteva nel compiere un giro intorno alla Terra descrivendo un’orbita ellittica all’interno di una navicella spaziale denominata Vostok 1 (Oriente 1) protetto da una tuta ermetica progettata per lo spazio di colore arancione. Raggiunse una distanza massima di 302 Km dalla superficie terrestre volando ad una velocità di 27.400 Km/h. Egli fu il primo uomo a volare nello spazio portando a termine la sua missione e costitui un vero e proprio simbolo del progresso tecnologico dell’umanità intera. Venne poi definito anche come “l’Icaro redivivo”.

Per lui tutto iniziò nel 1955 quando compì il primo volo della sua vita, scoprendo una vera e propria passione che lo avrebbe portato poi a diplomarsi con grande profitto nel ’57 all’accademia aeronautica sovietica di Oremburg. Le sue doti erano fuori dal comune ed egli dimostrava di avere un talento innato per il volo tanto da essere scelto nel ’59, insieme ad alcuni colleghi, per l’addestramento al volo cosmonautico.

Il suo volo durò 108 minuti (un numero caro ai fans di LOST) durante il quale egli ebbe a dire: “la terra è blu … mi sembra unica e bellissima”.

Gagarin fu proclamato eroe nazionale e da quel giorno in poi la sua vita cambiò radicalmente; iniziò a visitare molti paesi anche molto distanti dalla Russia e fu sempre accolto come si accoglie chi ha realizzato un sogno di tutti, un sogno dell’uomo.

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Collage dei miei album musicali preferiti

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1+1 risate

Flavia vento ha un blog è ci scrive pure.

siamo giunti a 24 ore dalle elezioni .campagna durissima per entrambi i candidati..insulti ,parolacce ,par condicio mahhh !!secondo me la prima cosa da fare, e’ controllare questo aumento dei prezzi. oramai per andare a cena ,fuori minimo 50 euro..e noi a pagare le tasse..e quelli che si mangiano i soldi nostri..diciamo la verita’……….chi vincera’?? ho messo la punteggiatura solo perche’ mi scrivono che non la so mettere mi dispiace cari ma ho studiato..
Flavia Vento

7 in condotta è un blog che raccoglie perle di saggezza della classe docente italiana.

“Durante l’ora di educazione fisica gli alunni A,B e C vengono trovati in corridoio mentre giocano a curling con una palla da pallavolo e due scope per pulire il pavimento”

Vuoi essere sicuro di non fare mai tardi all’università o al lavoro? Scopri come. (file wmv)

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