3 Novembre 2007...21:29

Petrolio e nucleare – l’Italia arranca

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Importiamo l’85% del nostro fabbisogno energetico e non ci invidia nessuno. Siamo vittime dei nostri padri fifoni e scellerati quando nel 1987, dopo lo scoppio di Chernobyl, si votò un referendum che sanciva il nostro diniego ad una forma di energia che di certo non era e non è pulita, ma che garantisce un costo al MW (MegaWatt) di 40 – 48 € contro i 100 dell’eolico o i 300 del solare. E noi puntiamo su quello?
Ma se poi tutti siamo schiavi delle automobili o dell’energia elettrica… Proprio non se ne esce. 85 € costa un MW prodotto con il greggio e 75 € con il gas, cosa che amiamo pazzamente; purtroppo in tutti i sensi.

Ieri il costo del petrolio al barile ha toccato quota 96 $ al barile, contro i 60 di quest’estate. Sapete che significa? Tutto più caro a partire dalla benzina che arriverà a 1,5 € al litro a dicembre. Volete essere ambientalisti o essere fifoni? Accomodatevi e vedete poi di riuscire anche a mangiare perché l’energia serve per tutto e il mondo ci ride appresso.

E l’ipocrisia o la stupidità arriva al midollo, anzi al nucleo, degli italiani, i quali si cullano di non avere centrali nucleari in Italia, ma che le hanno subito dopo il confine. Questo porta inevitabilmente ad una semplice domanda: ma se succede una cazzata ad una centrale slovena il danno non sorpassa i confini?

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